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Grecia - L'ellenismo - Le tende tricliniari dell'Ellenismo

di Eugenia Salza Prina Ricotti

L'ELLENISMO –
L'ellenismo fu un periodo caratterizzato dall'immensa ricchezza frutto delle conquiste di Alessandro e dalla gran raffinatezza dovuta allo stretto contatto creatosi dopo le vittoriose campagne del giovane macedone tra il mondo greco e quello orientale. Il condottiero ed i suoi compagni restarono talmente affascinati dalle antiche civiltá dell'Asia Minore e dal genere di vita dei monarchi medioorientali al punto da adottare l'abito persiano con la sua ricca e lunga tunica come la si vede nei bassorilievi di Persepoli.
Il banchetto prese perció un aspetto sfarzoso. L'oro, che ancora all'epoca di Filippo il Macedone era guardato con rispetto, adesso si sprecava tanto che quando gli amici di Alessandro lo invitavano a cena si facevano un dovere di involtare ogni dolcetto in una foglia di tale metallo che poi, proprio come se fosse carta stagnola, veniva tolta e buttata per terra con gran gioia degli schiavi.
Il banchetto del giovane principe si adeguó all'imponente coreografia di quelli persiani sempre affollati da un gran numero di convitati al contrario della riunione conviviale greca rimasta sempre ristretta a pochi amici. In Grecia infatti esistevano leggi speciali che limitavano a trenta persone il numero massimo dei partecipanti ad una cena. Vi erano addirittura magistrati addetti a sorvegliavare che questo numero non venisse oltrepassato nemmeno in circostanze particolari come ad esempio nozze e feste religiose. Alessandro invece, dopo aver adottato le abitudini orientali, cominció ad invitare moltissimi amici e commilitoni ai suoi sontuosi festini. Cosí in occasione delle nozze sue e di altri 91 compagni con altrettante fanciulle persiane egli fece preparare cento clinai i cui piedi avevano la forma di sfingi un motivo caratteristico nel mobilio di quell'epoca e di cui si sono trovati alcuni esempi in bronzo (ricerca). Solo che quelli fatti preparare da Alessandro erano di argento ed il suo era addirittura d'oro. Essendo il cline greco destinato a due persone si trattava di un banchetto per duecento convitati quindi, e per ospitarlo il giovane re fece costruire una vastissima tenda.
Tali padiglioni, che da questo momento in poi faranno parte della tradizione conviviale del mondo classico, erano una tipica struttura medioorientale. Molto usate da quei popoli che, abituati a vivere sotto di esse conoscevano tutti i pregi di queste strutture e che continuarono a costruirle anche dopo aver fondato cittá stabili, le tende conviviali avevano le dimensioni dei circhi moderni e per la loro vastitá ed assenza di ingombri nella parte centrale si prestavano ai grandi banchetti che si amava offrire nei regni dell'Asia Minore.
Anticamente, date le limitazioni dell'architettura trilitica, (una trave su due appoggi verticali) , le tende costituivano infatti l'unico modo di coprire un vasto spazio senza dover ricorrere ad ingombranti e numerosissimi pilastri che, frazionando il festino, fossero di impaccio alla riunione. Inoltre la tenda, facile da smontare e trasportare da un luogo all'altro, permetteva al suo proprietario, monarca o satrapo che fosse, di avere sempre e dovunque arrivasse un sontuoso luogo di riunione.
Alessandro una volta che le ebbe conosciute se ne fece fare alcune bellissime e si conoscono due di queste sue magnifiche strutture, o almeno esistono due descrizioni fatte da due storici dell'epoca. Potrebbe quindi trattarsi della stessa tenda vista da due diverse persone. Comunque la ricchezza qui profusa era realmente abbagliante. Il suolo era coperto da bellissimi tappeti di porpora ed oro. I pali di sostegno, anch'essi rivestiti di oro ed argento, erano tempestati da pietre preziose. I teli che formavano la copertura erano tutti decorati con figure di animali ricamati sempre in oro e si puó facilmente immaginare la sontuositá degli arredi e la ricchezza del vasellame prezioso usato per i simposi.
In queste tende si svolgevano i movimentati conviti di Alessandro che venivano annunciati dal suono delle trombe le quali sottolineavano anche i suoi molti brindisi. Durante la cena giullari e buffoni si esibivano con gran divertimento del giovane sovrano e tutti bevevano fino a stordirsi tanto che fu dopo un banchetto del genere, almeno cosí si diceva, che Thais persuase il giovane amante e tutti i suoi compagni ad alzarsi ed a solenizzare la serata incendiando il magnifico palazzo di Persepoli di cui oggi restano soltanto le imponenti rovine.
Questo lusso e queste tende che imitavano quelle persiane vennero adottate anche dai successori di Alessandro e sontuosissime furono quelle create in Alessandria dai Tolomei tra le quali resta famosa quella eretta nel 274 a.C. da Tolomeo Filadelfo, scrupolosamente descritta da Callissenos di Rodi. Dato che si trattava di una tenda simile a quelle dei circhi é stato possibile farne una ricostruzione certamente piú aderente alla realtá di quelle tentate agli inizi del secolo quando furono proposte assurde strutture staticamente improbabili.
Dall'attuale ricostruzione grafica emerge una decoratissima tenda con pali che nella parte posta al di sotto della tenda erano trattati come colonne ed erano aL'ELLENISMO - L'ellenismo fu un periodo caratterizzato dall'immensa ricchezza frutto delle conquiste di Alessandro e dalla gran raffinatezza dovuta allo stretto contatto creatosi dopo le vittoriose campagne del giovane macedone tra il mondo greco e quello orientale. Il condottiero ed i suoi compagni restarono talmente affascinati dalle antiche civiltá dell'Asia Minore e dal genere di vita dei monarchi medioorientali al punto da adottare l'abito persiano con la sua ricca e lunga tunica come la si vede nei bassorilievi di Persepoli.
Il banchetto prese perció un aspetto sfarzoso. L'oro, che ancora all'epoca di Filippo il Macedone era guardato con rispetto, adesso si sprecava tanto che quando gli amici di Alessandro lo invitavano a cena si facevano un dovere di involtare ogni dolcetto in una foglia di tale metallo che poi, proprio come se fosse carta stagnola, veniva tolta e buttata per terra con gran gioia degli schiavi.
Il banchetto del giovane principe si adeguó all'imponente coreografia di quelli persiani sempre affollati da un gran numero di convitati al contrario della riunione conviviale greca rimasta sempre ristretta a pochi amici. In Grecia infatti esistevano leggi speciali che limitavano a trenta persone il numero massimo dei partecipanti ad una cena. Vi erano addirittura magistrati addetti a sorvegliavare che questo numero non venisse oltrepassato nemmeno in circostanze particolari come ad esempio nozze e feste religiose. Alessandro invece, dopo aver adottato le abitudini orientali, cominció ad invitare moltissimi amici e commilitoni ai suoi sontuosi festini. Cosí in occasione delle nozze sue e di altri 91 compagni con altrettante fanciulle persiane egli fece preparare cento clinai i cui piedi avevano la forma di sfingi un motivo caratteristico nel mobilio di quell'epoca e di cui si sono trovati alcuni esempi in bronzo (ricerca). Solo che quelli fatti preparare da Alessandro erano di argento ed il suo era addirittura d'oro. Essendo il cline greco destinato a due persone si trattava di un banchetto per duecento convitati quindi, e per ospitarlo il giovane re fece costruire una vastissima tenda.
Tali padiglioni, che da questo momento in poi faranno parte della tradizione conviviale del mondo classico, erano una tipica struttura medioorientale. Molto usate da quei popoli che, abituati a vivere sotto di esse conoscevano tutti i pregi di queste strutture e che continuarono a costruirle anche dopo aver fondato cittá stabili, le tende conviviali avevano le dimensioni dei circhi moderni e per la loro vastitá ed assenza di ingombri nella parte centrale si prestavano ai grandi banchetti che si amava offrire nei regni dell'Asia Minore.
Anticamente, date le limitazioni dell'architettura trilitica, (una trave su due appoggi verticali) , le tende costituivano infatti l'unico modo di coprire un vasto spazio senza dover ricorrere ad ingombranti e numerosissimi pilastri che, frazionando il festino, fossero di impaccio alla riunione. Inoltre la tenda, facile da smontare e trasportare da un luogo all'altro, permetteva al suo proprietario, monarca o satrapo che fosse, di avere sempre e dovunque arrivasse un sontuoso luogo di riunione.
Alessandro una volta che le ebbe conosciute se ne fece fare alcune bellissime e si conoscono due di queste sue magnifiche strutture, o almeno esistono due descrizioni fatte da due storici dell'epoca. Potrebbe quindi trattarsi della stessa tenda vista da due diverse persone. Comunque la ricchezza qui profusa era realmente abbagliante. Il suolo era coperto da bellissimi tappeti di porpora ed oro. I pali di sostegno, anch'essi rivestiti di oro ed argento, erano tempestati da pietre preziose. I teli che formavano la copertura erano tutti decorati con figure di animali ricamati sempre in oro e si puó facilmente immaginare la sontuositá degli arredi e la ricchezza del vasellame prezioso usato per i simposi.
In queste tende si svolgevano i movimentati conviti di Alessandro che venivano annunciati dal suono delle trombe le quali sottolineavano anche i suoi molti brindisi. Durante la cena giullari e buffoni si esibivano con gran divertimento del giovane sovrano e tutti bevevano fino a stordirsi tanto che fu dopo un banchetto del genere, almeno cosí si diceva, che Thais persuase il giovane amante e tutti i suoi compagni ad alzarsi ed a solenizzare la serata incendiando il magnifico palazzo di Persepoli di cui oggi restano soltanto le imponenti rovine.
Questo lusso e queste tende che imitavano quelle persiane vennero adottate anche dai successori di Alessandro e sontuosissime furono quelle create in Alessandria dai Tolomei tra le quali resta famosa quella eretta nel 274 a.C. da Tolomeo Filadelfo, scrupolosamente descritta da Callissenos di Rodi. Dato che si trattava di una tenda simile a quelle dei circhi é stato possibile farne una ricostruzione certamente piú aderente alla realtá di quelle tentate agli inizi del secolo quando furono proposte assurde strutture staticamente improbabili.
Dall'attuale ricostruzione grafica emerge una decoratissima tenda con pali che nella parte posta al di sotto della tenda erano trattati come colonne ed erano ancorati e resi stabili da pesanti basi di marmo decorate da figure in altorilievo: un tipo che con termine tecnico veniva definito columna celata. La parte alta dei pali passando al di sopra dei teli reggeva con un insieme di cavi l'anello al quale era appeso l'ouraniskos, il baldacchino superiore. Nella tenda una robusta ma agile struttura a telaio sosteneva il considerevole peso del tessuto ed allo stesso tempo serviva come scheletro della decorazione interna. Attorno alla parte centrale del padiglione correva un corridoio piú basso, la syrinx, che rendeva l'insieme piú stabile e sopra di esso, inaccessibili ed al livello di un normale matroneo vi erano nicchie nelle quali statue rivestite di vesti sontuose erano poste su lussuosi letti tricliniari e con gran sfoggio di prezioso vasellame aureo ricostruivano scene di simposii celebri.
Bisogna sottolineare che a confermare la possibile esattezza della ricostruzione si é trovata una tessera di ingresso all'Odeon sulla quale era stato appunto raffigurato il teatro che Pericle costruí copiando una di queste tende conviviali e precisamente quella di Serse catturata dai Greci dopo la battaglia di Platea.
Questa tenda, data la grande superficie sgombra da ostacoli da essa coperta, aveva dimostrato di prestarsi bene alle rappresentazioni teatrali che in essa tennero gli Ateniesi e fu perció trasformata in una struttura permanente. La rappresentazione dell'Odeon fu per un caso fortunato da me notata in un articolo del von Gall proprio quando mi apprestavo a spedire in America, dove sará pubblicato, lo studio giá completo di tutta l'elaborazione grafica. L'immagine che si vedeva nella tessera e la ricostruzione della tenda di Tolomeo Filadelfo fatta in base alla descrizione di Callissenos erano talmente simili da lasciare senza fiato.