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di Eugenia Salza Prina Ricotti
Acqua ed irrigazione
Nella Piazza d’Oro sia l’euripo che le aiole ricevevano l’acqua dal grande ninfeo che esisteva nella parte posteriore del padiglione centrale e dalle altre fontane che in esso si trovavano. L’acqua veniva raccolta sottoterra da un canale centrale che la portava fino all’euripo. Qui si dipartivano due altri canali ognuno dei quali circondava la metà del peristilio e che erano evidentemente usati per l’irrigazione. La prima metà. Quella occidentale che studiammo attentamente era molto interessante. Il canale, che all’inizio presentava un netto taglio nel quale era probabilmente alloggiata una paratoia che permetteva di far scorrere o fermare l’acqua, correva a 60 cm di profondità. Esso aveva perso la sua volta e così si presentava aperto al nostro esame. Questo ci permise di vedere che di tanto in tanto sul fondo la sua muratura presentava delle lunghe strette aperture dalle quali evidentemente l’acqua sarebbe stata immessa nel terreno, mentre gli stessi tagli si ripeteva dalla parte opposta delle due file di fosse che circondavano il giardino. Inoltre questi tagli avevano le stesse dimensioni e forma del fondo delle antistanti trincee.
Un grosso canale inclinato che correva perpendicolarmente alle trincee non interrompeva il fondo e quindi la connessione fra questi tagli e il fondo delle prime due trincee poste nella parte sud, quindi l’acqua scorreva direttamente sul loro fondo infiltrandosi sotto il suolo che le riempiva, ma con l’andare avanti del canale perpendicolare alle trincee esso finiva col tagliare il loro fondo e da quel momento in poi l’acqua dell’irrigazione non avrebbe più potuto filtrare fino ad esse. Da come era fatto il canale perpendicolare alle trincee era evidentemente un drenaggio Era fatto secondo tutte le regole e sul suo fondo era stato steso uno strato di macerie. Ora era evidente per la presenza di quei tagli che la connessione tra il canale periferico e le antistanti trincee era importante per l’irrigazione del giardino. Ma allora perché mai si era interrotta questa possibilità col creare quel canale di drenaggio?
Passò un po’ di tempo fino a che non mi persuasi di esaminare meglio il canale di drenaggio e soprattutto le macerie che ne coprivano il fondo, ma a quel momento mi accorsi che le macerie in questione non erano altro che pezzi delle mura degli edifici della Piazza d’Oro. Ora è evidente che non si possono avere macerie di un edificio nuovo, quindi il canale ea un canale moderno probabilmente contemporaneo all’impianto dell’oliveto. Quello che doveva esser successo era che finché il giardino era stato curato l’acqua che veniva infiltrata sul fondo delle trincee aveva scorso liberamente, ma con il passar del tempo e l’abbandono del giardinaggio il terreno aveva finito col trasformarsi in cappellaccio. Dopo di che le acque delle piogge non avevano più potuto sfociare e la zona si era trasformata in un pantano. Per impiantare l’oliveto bisognava bonificare il terreno e quindi venne costruito il canale di drenaggio e non vi fu più la possibilità di creare sul fondo delle trincee quello strato di terra bagnata che. appena la superficie del suolo di fosse inaridita, richiamata in alto dal fenomeno della capillarità avrebbe irrigato le aiole.
L’altro canale lavorava come un comune canale di irrigazione e annaffiava dall’alto quelle piante che non ricevevano acqua per infiltrazione e capillarità. Dato che la prima parte della sua volte era crollata si poteva vedere come questo fosse organizzato. Si notò subito che sul suo fondo e ad una certa distanza l’una dall’altro c’era una serie di pozzetti di cui il primo era stato posto proprio all’angolo dell’euripo dove il canale cominciava. Potevamo vedere questo susseguirsi di pozzetti fin dove il canale era scoperto. Dopo però trovavamo sulla sua volta vi erano violenti e larghi squarci più o meno dove altri pozzetti erano stati piazzati. Era un vecchio sistema che avevamo trovato pure nell’antico giardinaggio persiano –vedi quello di Pasagarde: nei pozzetti si raccoglieva abbastanza acqua per permettere ad una pompa di funzionare. Evidentemente su questo canale del giardino della Piazza d’Oro erano state messe pompe di bronzo e quando dopo la caduta dell’Impero Romano la popolazione locale si era dedicato al saccheggio del complesso adrianeo queste erano state strappate dal loro posto e portate per essere fuse e trasformate in altri oggetti di normale uso. Oggi ci restano soltanto i segni del loro vandalismo.
Bibliografia
1. E. SALZA PRINA RICOTTI -Villa Adriana: il sogno di un imperatore, L’Erma di Bretschneider, Rome, 2001.
2. W. F. JASHEMSKI ed E. SALZA PRINA RICOTTI, I giardini di Villa Adriana: rapporto preliminare , in RPAA, Vol. LX., 1987-88, pp. 145-169
3. E. SALZA PRINA RICOTTI - Il sistema di irrigazione della Piazza d'Oro in RPAA, LXII 1989-1990, pp 121-150
4. W. F. JASHEMSKI ed E. SALZA PRINA RICOTTI,, Preliminary excavations in the gardens of Hadrian's Villa: The Canopus and the Piazza d'Oro in AJA 96 , 1992, pp. 121-157
5. E. SALZA PRINA RICOTTI, Adriano: architettura del verde e dell’acqua in Horti Romani, Rome , 1995, pp. 363-399.
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