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Architetti del Vicino Oriente

di Egenia Salza Prina Ricotti

Posizione degli architetti nei paesi dell'antichità

La posizione degli architetti nelle varie parti del mondo antico non era sempre uguale Che ne fu, ad esempio degli architetti dell'Asia Minore che anch'essi lavoravano fin dalle epoche più remote? Non li conosciamo e non vengono mai citati. Ora possiamo anche provare ad immaginarci che, tanto per fare un esempio, nel II millennio a.C. a Mari non vi fosse un altro Imhotep e che i palazzi come quello dai 300 vani che lì esistette furono costruiti senza un progetto preventivo e sorsero dal terreno come per magia, ma è un'ipotesi che sembra difficile da accettare tanto più che, a parte i grandi appartamenti reali ed i vari quartieri destinati ai cortigiani, qui si trovano perfezionati impianti di ventilazione, scalda acqua nelle stanze da bagno, caminetti e drenaggi sotto ai pavimenti, insomma opere tecniche raffinate che provano l'esistenza di persone preparate a progettarli ed a eseguirli. E come pensare che i magnifici palazzi di Assurnarsipal II (883-859 a.C.) e di Tiglatpileser III (745-727 a.C.) a Kalkhu e quello ancor più imponente di Sargon II (721-705) nella sua città di Dur-Sharrukin poco a nord di Ninive, senza contare i grandi palazzi e costruzioni di Ninive stessa abellita da Sennacherib (704-681 a.C.) e da Assurbanipal (668-626 a.C.), il Sardanapalo dei Greci, sorgessero per incanto senza nessuno che si occupasse di crearli e ne seguisse la costruzione (10)? Chi mai fece le importantissime reggie delle città anatoliche ? Chi quella del re Salomone vicino al tempio di Yahweh? E che dire dei Persiani con la grandiosa residenza di Ciro a Pasagarde? E come pensare che Persepoli con la imponente Apadana, e il palazzo dei Gran Re iniziato da Dario I (518 a.C.) e poi abbellito da suo figlio Serse I, e da Artaserse III Ocho sia stato progettato ed eseguito dagli stessi monarchi? Non c'è dubbio che tutte queste meraviglie furono opera di architetti e per di più grandi architetti.
La spiegazione del perché ignoriamo tutto su di loro è semplice: in Asia Minore non era consentito agli architetti di firmare le loro opere: su queste doveva spiccare soltanto il nome del re ed a lui veniva attribuita tutta la gloria. Così noi non potremo mai sapere chi progettò tutte quelle mirabili costruzioni e nemmeno chi disegnò i famosi giardini pensili di Babilonia una delle meraviglie del mondo antico. Essi vennero attribuiti variamente: secondo una versione vennero ascritti alla regina Semiramide che visse - o almeno così si crede - nel IX sec. a.C., regina leggendaria, però, che non si sà neanche se sia mai esistita. Secondo un'altra - e più probabile - versione quella di Diodoro Siculo, i giardini furono opera di un altro re Assiro. Si sarebbe trattato di Nebuchadrezzar (605-602 a.C.) che li avrebbe fatti costruire per consolare la bella Amyhia, una delle sue spose venuta dalla Persia, una principessa meda, ammalata di nostalgia per le sue montagne ed i loro boschi. Una romantica storia d'amore, ma, tornando alla realtà, chi ne fu l'autore? Chi affrontò i difficili problemi tecnici per realizzarli? Anche se si dice che l'amore smuove le montagne, sembra improbabile che a scardinare quelle speciali montagne sia stato proprio lo stesso Nebuchadrezzar, al quale però non neghiamo la gloria di averle volute e finanziate. Solo non sappiamo e non sapremo mai il nome del loro artefice.
Però è certo che in Mesopotamia gli architetti non dovettero poi essere trattati male: il fatto che al Louvre esista la statua acefala di uno di loro, un certo Tello di Caldea, implica che questi dovesse essere ben pagato e che avesse una buona posizione sociale. È perciò probabile che gli autori di tutte queste opere venissero coperti di oro, ma non c'è dubbio che venne loro tolta la ricompensa più ambita e cioè quella di poter, attraverso la propria opera, tramandare i loro nomi al di là dei secoli, e di poter dire con Orazio
Exegi monumentum aere perennius…


Bibliografia

Divulgazione scientifica
- E. SALZA PRINA RICOTTI, Gli architetti e progettazione di architettura nell'antichità in Archeo (Anno XI, nº 12 (142) December 1996, pp. 58 - 85.

Lavori accademici
- E. SALZA PRINA RICOTTI - Villa Adriana. Un singolare solaio piano in opus caementicium, in Palladio, Nuova serie, Anno I, N. 1, Giugno 1988. pp. 1-12.
- E. SALZA PRINA RICOTTI, Adriano: architettura del verde e dell’acqua in Horti Romani, Rome , 1995, pp. 363-399.
- E. SALZA PRINA RICOTTI – Hadrien, architecte, ingénieur et urbaniste, in Hadrien. Trésors d’une villa impériale, Italia 1999, pp. 37-46
- E. SALZA PRINA RICOTTI – Adriano, architetto, ingegnere e urbanista, in Adriano architettura e progetto, Italia 2000, pp. 41-45 e schede