di Eugenia Salza Prina Ricotti
1 VILLA DELL’ODEON MARITTIMO
La prima fu quella che io chiamai dell’Odeon Marittimo che rilevai e di cui tracciai la pianta. Era un’ampia e lussuosa residenza con sul retro una vasta area in cui non c’erano tracce di muratura. Qui c’era probabilmente il giardino, del resto nelle vicinanze della costa i giardini venivano sempre piazzati dietro il fabbricato per proteggerli dal vento salino del mare. Nel periodo di vita della villa dell’Odeon Marittimo quest’area doveva costituire una zona verde fresca, ombreggiata da ulivi, palme da datteri e pergole coperte da vigne e, probabilmente, vi erano anche cespugli fioriti. Comunque la parte più interessante e coinvolgente di questa villa era la sua sistemazione a mare, dove nessuna vegetazione riusciva a sopravvivere. Qui vi era quello che possiamo realmente chiamare un “giardino di pietra”, un luogo dove svolgere la propria la vita all’aperto e per le rilassanti passeggiate serali.
Esso era costituito da un piccolo teatrino tagliato nella roccia e fiancheggiato da due lunghe gradinate, un insieme rivolto ad un ammasso di rocce ormai erose dal vento e dai marosi che forse, una volta, avevano costituito un drammatico sfondo contro l’azzurro Mediterraneo.
A nord, nella parte anteriore, un lungo portico con dietro un criptoportico formavano la facciata della villa ed offrivano ai suoi proprietari un posto dove durante il giorno passeggiare al soffio della fresca brezza del nord o, nei giorni caldi, la possibilità di fare del moto nella scura galleria mentre il portico proteggeva dai fiammeggianti raggi del sole africano le sue mura.
La protezione dal calore era poi effettuata da un interessante sistema di condizionamento dell’aria che si riscontra in tutte queste ville ed è più evidente nella Villa dell’Odeon Marittimo perché, mentre in tutte le altre, dato il sistema di costruirle direttamente sul precipizio della cava necessaria per ricavare la pietra ad esse necessaria, questa residenza è l’unica in cui tutta la sua facciata e la sua struttura si è salvata.
Comunque come in tutti i tempi antichi per preservare le giuste temperature si teneva molto conto dell’orientamento e dato che queste residenze avevano anche la fortuna di avere a nord non solo la facciata ma anche la vista più spettacolare non ci si poteva proprio lamentare. Ovviamente la cosa più importante per non morire dal caldo nelle dimore africane era quella di proteggere le mura dell’edificio dai raggi del sole, ed era per questo che quasi sempre davanti ad esso si aveva un portico e dietro ad esso un criptoportico con finestre aperte verso il vento del mare, Un altro criptoportico senza finestre si ripeteva poi al sud per meglio proteggere gli ambienti centrali destinati agli abitatori della villa, una lunga fila di stanze. Il criptoportico sud non era comunque lasciato al buio e senza aria, solo che luce e ventilazione le riceveva sempre dal nord mediante finestre che con un controsoffitto passavano sempre a nord ed in facciata, mantenendo fresco anche questo ambiente e proteggendo al massimo le camere in cui la gente viveva.
Ovviamente la villa aveva le sue terme che si trovano sempre sul promontorio, ma ad est. Il resto della villa è stato poi distrutto da un uadi che in una delle sue violente discese ha trascinato tutto con sé.