di Eugenia Salza Prina Ricotti
2 - LA VILLA DEL PICCOLO CIRCO
La seconda villa era quella vicina alla prima e fu da me chiamata la “villa del Piccolo Circo”. Essa si alzava su un alto promontorio posto due chilometri ad Est di quella dell’Odeon Marittimo e dominava due lunghe e curve spiagge poste ai suoi due lati. Quella che una volta fu un imponente residenza si allungava per 300 m sul fronte mare. Alle sue spalle un’area priva di resti di muratura era probabilmente occupata da un’area verde in cui crescevano cespugli ornamentali e alti alberi, quasi sicuramente palme da datteri, mentre nella parte est della villa, in un peristilio quadrato dove erano presenti rovine di una vasca necessaria per l’irrigazione, vi doveva essere un giardino e sempre a giardino doveva essere coltivato il vicino cortile.
Comunque il giardino più interessante della villa era quello collocato nell’estrema e più alta parte ovest del fabbricato. Qui un lungo e stretto recinto a forma di circo occupava un’area lunga 85 m e larga 15. Due mura circondavano il suo spazio e al centro si esso si vedevano i resti di un aiola lunga 60 m e larga 6 fatta a forma della “spina” di un circo. Due bacini d’acqua semicircolari, stavano posti là dove in un circo c’erano le “metae”, mentre un bacino rettangolare divideva la “spina” in due parti di diversa lunghezza. Vista da un triclinio posto all’ultimo piano di una torre che dominava il punto più ad ovest della villa, si aveva l’illusione che il giardino fosse molto più lungo di quello che in realtà era e che lo spazio in cima la promontorio avrebbe permesso che fosse.
Giardini di questo tipo esistettero nell’impero romano e la lista include quelli del tipo dell?Ippodromo nella villa toscana di Plinio il Giovane; lo stadio della domus Palatina di Domiziano; l’altro che egli ebbe nella sua residenza suburbana della Villa Albana ei il cosiddetto Stadio della Villa Adriana.
La villa poi aveva grandi terme poste proprio al termine est del giardino del Piccolo Circo. In un ambiente, forse un frigidario il quale, dato che dove vi erano ipocausti tutto era crollato, conservava il suo pavimento di mosaico un po’ tardo ma in buone condizioni.
Comunque dopo una facciata rovinata e i vari cortili di cui prima abbiamo parlato, la villa continuava verso est e lì ci sarebbe stato molto da scavare in quanto dal suolo emergeva l’imposta di un arco. Probabilmente lì si sarebbero potuto trovare altri mosaici.