di Eugenia Salza Prina Ricotti
Giulia. la sorella cattiva
Cornelia chiudendo il discorso che pronunciava dall?al di l? si era gloriata del dolore e delle parole di Augusto ?......Singhiozzando ha detto che in me sua figlia aveva una degna sorella.......?. Questo era probabilmente quello che il Giovane Cesare pensava della sua adorata figlia Giulia. Purtroppo non era cos?: due ragazze non avrebbero mai potuto esser pi? differenti tra loro. Tutte e due figlie di Scribonia, ma una buona e dolce madre di famiglia e l?altra un diavolo scatenato.
Fu forse colpa della loro educazione? Non direi: l?educazione che venne impartita a Giulia non poteva essere pi? dura. Augusto la faceva tenere sotto stretto controllo ed essa venne abituata a filare la lana e a tessere quelle tuniche e toghe che Augusto voleva fossero fatte a casa dalle sue donne. Di libert? non ne aveva molta, ma qualcosa and? storta e non poteva andare peggio.
Forse alla base di tutto ci fu il fatto di essere l?unica figlia legittima figlia dell?uomo pi? potente del mondo. Attorno a lei pullulava sempre quella folla di adulatori che sempre circondano i potenti, e questa razza di cortigiani la figlia di Augusto dovette addirittura adorarli. Non fu certamente viziata dal padre , ma lo fu poi e parecchio da coloro che la circondarono e che le ripetevano continuamente quanto essa fosse bella, desiderabile e potente. Poteva manovrare il padre come meglio le piacesse ? le dicevano - o almeno cos? credevano. Certamente Giulia per essere l?unica discendente legittima di Augusto era una persona importante e lei non poteva ignorarlo. Suo padre l?amava moltissimo, anche se freddo e calcolatore quale egli era, per contrarre tramite lei convenienti alleanze ed intese favorevoli ai suoi progetti, la us? spesso come una pedina politica promettendola in matrimonio a destra e a sinistra
Queste manovre cominciarono prestissimo. Giulia era piccolissima ed aveva appena due anni quando per rafforzare i legami con Antonio, il padre la fidanz? con Antillo, il figlio del collega, che avendo anche lui solo cinque anni proprio maturo non era. Comunque nessuno dei contraenti prendeva questo fidanzamento troppo sul serio e i bambini meno ancora di loro. Infatti esso venne rapidamente rotto. Dopo Giulia fu in forse di esser sposata con Cotiso figlio di Geta, e poi anche ad altri, a volte semplici cavalieri, che per? servivano ad Augusto.
Ma nonostante tutte queste manovre Augusto amava la figlia profondamente e non le avrebbe mai permesso di fare un cattivo matrimonio. Perci? quando la ragazza ebbe 14 anni ella fu promessa al quindicenne cugino Marcello, figlio di Ottavia, la sorella di Augusto, un ragazzo che Augusto prontamente adott?. Essi si sposarono, ma il matrimonio non dur? che un paio di anni perch? Marcello, che era un giovane gracile e delicato, mor? dopo appena due anni spezzando il cuore della madre. Non certo quello della giovane sposa.
Subito dopo Augusto scelse come marito di sua figlia il suo coetaneo, e grande amico Agrippa. Realmente Agrippa era gi? sposato ed aveva un felice matrimonio con Marcella un?altra figlia di Ottavia, ma questo non ferm? Augusto che glie la fece ripudiare, dando cos? alla sorella, gi? distrutta dalla perdita del figlio, il dolore di vedere adesso il divorzio della figlia. Marcella non perse molto da questo divorzio perch? subito dopo le fu fatto sposare Iullo Antonio, il secondo figlio del triumviro e di Fulvia, che era bellissimo e che probabilmente la consol?. Fatto ci? Augusto fece sposare la figlia con Agrippa. Agrippa aveva un anno meno di Augusto e 23 anni pi? di Giulia, ma questo non voleva dire niente: molte giovanissime romane sposavano uomini molto pi? vecchi di loro e spesso quei matrimoni andavano benissimo, come bene and? quello di Pompeo Magno con la figlia di Cesare unione nella quale i due si adorarono. Agrippa poi non si poteva nemmeno dire brutto: dalla ritrattistica e dalla monetazione non sembra che all?epoca del matrimonio con la figlia di Augusto egli fosse particolarmente da disprezzare.
Comunque la vita come moglie di Agrippa si rivel? particolarmente piacevole per Giulia che da un regime austero e durissimo pass? ad una grande libert? una vita nella quale poteva soddisfare tutti i suoi gusti e crogiolarsi nel lusso che adorava. Con Agrippa viaggiava e con lui and? in Oriente. Qui scopr? un mondo sconosciuto, antichissimo e raffinato e durante questo viaggio trionfale lei, figlia di un dio, venne trattata come una dea. Non c?? dubbio che questo dovette darle alla testa. A Roma la si adorava ma nessuno si sognava di considerarla una creatura soprannaturale.
In definitiva a Giulia questo secondo matrimonio non dovette dispiacere e comunque per un bel po? essa venne occupata a far figli. ? vero che secondo Macrobio essa ormai aveva una vivace vita amorosa e tradiva il marito in lungo e in largo. Il padre aveva notato in lei atteggiamenti che lo preoccupavano, ma tutte le volte che guardava i nipoti che tanto ad Agrippa rassomigliavano si tranquillizzava. Gli intimi di Giulia che avevano le prove su che razza di vita ella conducesse erano anche essi perplessi e si chiedevano come mai, con quello che Giulia combinava, facesse poi figli tutti con lo stampo del marito ed essa lo spieg? con una frase piuttosto volgare: ?Non prendo mai nessuno a bordo se prima non ho fatto il carico.? E con questo chiar? il mistero. E il pieno lo fece parecchie volte dato che ebbe 5 figli: tre maschi di cui uno Agrippa Postumo era un povero mentecatto.
Due dei nipoti, Caio e Lucio, sembravano promettere bene e Augusto li adott? e da quel momento si occup? della loro educazione. Educ? le femmine a lavorare la lana, come gi? aveva fatto con Giulia e le tenne lontane dai contatti esterni. Insegn? ai maschi a leggere e scrivere e tenne molto a che essi apprendessero ad imitare la sua firma. Perch? poi ci tenesse tanto a fare di essi dei piccoli falsari non ? stato detto.
Intano Giulia con il marito lontano ed Augusto che si prendeva cura di educarle i figli era rimasta completamente libera e si scatenava. Non aveva certo voglia a di filare e tessere la lana e cerc? occupazioni pi? divertenti, n? fece fatica a trovarne divertendosi con un gruppo di giovent? dorata, gente che ad Augusto non piaceva n? punto n? poco. Egli prov? a rimproverarla indicando come Livia fosse invece circondata da gente seria e compassata, ma Giulia gli rispose che ad ognuno la sua et? e che quegli amici che oggi il padre trovava cos? scapigliati, con gli anni sarebbero diventati seri e maturi come la gente che circondava la sua matrigna. Disgraziatamente Augusto le diede retta.
Bibliografia
Divulgazione scientifica
E. SALZA PRINA RICOTTI, L'amore a Roma in Archeo, VII, 10 (92) October 1992, pp. 54-99
Libri
E. SALZA PRINA RICOTTI - Amori ed amanti tra la repubblica ed il principato, Editore. L?Erma di Bretschneider, Roma, 1992
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