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Fadia: la figlia di un liberto.

di Eugenia Salza Prina Ricotti

Fadia
Se la vita sentimentale di Augusto non fu molto movimentata, movimentatissima fu invece quella del suo rivale Marco Antonio. A quanto pare egli non soltanto ebbe molto successo con le donne, ma, per quel che sappiamo, la sua bellezza attirò anche i viziosi.
Realmente il viso caricaturale che si trova in tutta la serie delle sue monete non può dirsi bello e se dovessimo giudicare soltanto da quello non si capirebbe come Marco Antonio abbia potuto fare tante conquiste amorose. Grazie al cielo vi sono un paio di sculture a tutto tondo che rendono onore alla fama della sua prestanza. Una di esse, trattata in chiave realistica, ha le medesime caratteristiche del profilo sui suoi conii, ma il volto pieno e senza rughe, il naso dritto, il mento prepotente, la bocca carnosa, i capelli, corti e fitti, che, spazzolati all'indietro, si ripiegano poi in avanti, senza mai ricadere sulla fronte, sono estremamente piacevoli. V'è poi un altro busto in marmo nero, al quale uno scultore alessandrino ha dato un'ellenistica maestosità ed una calma olimpica; un ritratto che venne certamente fatto durante il suo lungo soggiorno egiziano, quando era l'amante e forse anche il marito di Cleopatra. Ambedue questi busti confermano la sua bellezza e la sua mascolinità e spiegano il suo successo con le donne.
Di donne, infatti, Marco Antonio ne ebbe quante ne volle, soltanto che non le dominò mai. Finì invece per farsi dominare da loro. Mentre Cesare ed Augusto furono sempre padroni della situazione, egli lasciò le sue compagne libere di sfrenarsi nel peggiore dei modi, e pur di poter appagare il suo edonismo senza limiti, si fece sempre in quattro per accontentarle. Questo fu uno dei suoi peggiori errori ed anche una delle sue peggiori sciagure. Inoltre, mentre sia Cesare che Augusto non si lasciarono mai invischiare da persone discutibili, Antonio ebbe sempre una piccata preferenza per le donnine leggere. Anche quando in un'epoca successiva dovette prendere moglie, finì coll'unirsi con dame di dubbia reputazione. Era insomma evidente che a Marco Antonio le donne per bene non interessavano affatto e se, ad un certo momento, ne dovette sposare una - Ottavia la sorella di Augusto - lo fece soltanto perchè non gli fu possibile tirarsi indietro. In quanto alle altre esponenti del bel mondo che divennero sue mogli, è chiaro che egli non le scelse perchè nobili e prestigiose, ma perchè belle e lussuriose al punto da battere qualsiasi donnina leggera. Comunque tutte queste spose altolocate furono, per lui una vera rovina. Sarebbe stato un bene se si fosse limitato alle attricette, alle mime ed alle ballerine che tanto gli piacevano
La sua prima moglie, non apparteneva alla buona società: rientrava nella categoria delle donnine piacevoli e senza problemi. Si trattava di Fadia, la figlia di un ricco liberto. A Cicerone non parve vero di poter sfruttare questo argomento per denigrare Antonio accusandolo di avere fatto un matrimonio sconveniente e, soprattutto, di aver avuto figli da una liberta. Ma esistono seri dubbi sulla possibilitá che il giovane scioperato abbia effettivamente sposato Fadia. Per un patrizio non era necessario sposare la figlia di un liberto per averne prole. Il fatto che Cicerone chiami suocero il padre di Fadia vuol dire poco. Cicerone ci teneva a presentare Antonio sotto la luce peggiore e lo dichiarò formalmente scrivendo ad Attico: "… Ma lo pizzicherò il nostro Antonio…. mi basterà far sapere ai figli dei nostri figli che Antonio ha avuto figli dalla figlia di Caio Fadio, e non ci metterò nemmeno il fiele luciliano … " Comunque questa è la sola cosa che noi, "figli dei loro figli", riusciamo a sapere sul conto della povera Fadia. Sia lei che i suoi bambini svanirono presto all'orizzonte, tanto che c'é chi suppone che siano tutti morti prima ancora del fatidico 44 a.C.. Quel che é certo é che essi sparirono dalla vita di Antonio. Ma il fatto che di loro non si sia più sentito parlare non vuole per forza dire che siano morti. Può forse soltanto indicare che, come era costume nel caso di concubinaggio tra persone di ceto diverso, i ragazzi, checchè ne dicesse Omnia Comperi, non siano mai stati riconosciuti da Antonio ed abbiano quindi preso il nome e lo stato giuridico della madre, scomparendo poi inghiottiti dall'oscurità di una classe sociale che non faceva storia.

Bibliografia

Divulgazione scientifica
E. SALZA PRINA RICOTTI, Dossier L'amore a Roma in Archeo, VII, 10 (92) October 1992, pp. 54-99

Libro
E. SALZA PRINA RICOTTI - Amori ed amanti tra la repubblica ed il principato, Casa editrice. L’Erma di Bretschneider, Rome, 1992