Home -> Articoli -> Egitto Fantasmi e magia nell'antichità
di Egenia Salza Prina Ricotti
La culla e l'astrologia - Insomma nella vita degli Egizi il paranormale c'entrava sempre ed esso dominava la vita dell'uomo in tutti i suoi aspetti. Secondo questo popolo uno non faceva a tempo a metter piede in questo mondo che già si sarebbe trovato sotto il dominio di mille influssi arcani. I sapienti dell’epoca asserivano che, sapendo esattamente la data in cui un bambino sarebbe stato partorito e conoscendo bene la posizione che pianeti e stelle avrebbero avuto a quel momento, essi avrebbero potuto dire quale sarebbe stata la sua vita in ogni momento: proprio tutta e, dato che non conosco bene l’alfabeto egiziano, dall'alfa all'omega per dirla alla greca.
Ovviamente dietro a loro si schieravano gli dei che quest'arte soprintendevano. C'era la dea del destino che si chiamava “Shai” e con lei “Renenet” comunemente ritenuta la dea della fortuna. Tutte e due erano presenti non soltanto alla nascita di un uomo, ma anche nel giorno del suo giudizio, quando il suo cuore sarebbe stato pesato sulla bilancia divina. A volte con loro c'era anche un altra dea, Meskhenet, la quale sembrava avere non soltanto la visione del futuro di un uomo, ma anche il potere di intervenire su di esso.
Su Meskhenet esistevano varie leggende. si narrava ad esempio che quando essa, assieme ad Isis, Nephtis e Heqet travestite da comuni donne mortali, si erano recate alla casa di Rã-User la cui la moglie, Rut-Tettet, stava in travaglio e l'avevano assistita mentre essa partoriva tre gemelli, ad ogni bimbo che nasceva Meskhenet aveva detto la frase “Sarà un re e dominerà tutto il territorio” e la sua profezia si era avverata: i tre bambini divennero tre faraoni della V dinastia.
Non c'era però solo Meskhenet a fare profezie: anche le Sette Hathors avevano lo stesso potere, ma normalmente per loro si trattava sempre di guai. Esse erano le più grandi menagramo del Pantheon egizio. Infatti nel racconto “Storia di due fratelli” si narrava di quando Khnemu su domanda di Rã-Harmachis creò per Bata una moglie più bella di qualsiasi altra donna al mondo (non poteva essere altrimenti dato che in lei il dio aveva riunito tutte le più splendide bellezze presenti nel Pantheon egizio) le Sette Hathors vennero a vederla e dichiararono “Morirà di coltello.” E così fu, perché quando il re, di cui era divenuta la moglie, seppe dal marito (suppongo fosse Bata) come lei lo avesse abbandonato ed il male che ella gli aveva fatto, riunì tutta la sua corte , la fece giudicare e condannatala a morte, la fece uccidere con una coltellata.
In un altro racconto le Sette Hathors, sempre più solenni iettatrici, chiamate a predire la sorte del figlio che era appena nato ad un certo re vaticinarono che egli sarebbe morto o per via di un coccodrillo o di un serpente o di un cane. Messo così in guardia, e fatti i debiti scongiuri, il giovane poi riuscì a non lasciarsi divorare dal coccodrillo e a non farsi uccidere dal serpente. Qui poi la storia si interrompe perché il papiro è in parte distrutto, ma è evidente che il ragazzo non poteva sfuggire alla nefasta influenza delle Sette Hathors, ed è probabile che egli finisse col morire per il morso di un cane.
BIBLIOGRAFIA
E.A. WALLIS BUDGE, Egyptian Magi, Bury St.Edmunds, Suffolk, 1975, first published in 1899, pp. 222-223
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