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Filtri e veleni di Medea

di Eugenia Salza Prina Ricotti

Filtri e veleni di Medea –
La storia di Medea e Giasone è tutto un intreccio di magia, di amore, di sortilegi, di esseri soprannaturali, di filtri di ogni genere. Vinta dall'incantesimo d'amore Medea dovette per forza salvare da una morte certa Giasone, unica ragione ormai della sua stessa vita. Il suo cuore tremava per lui ed ella desiderava vederlo vittorioso nella sua impresa. Giasone mirava a riportare in patria il vello d'oro a cui il padre di Medea teneva tanto? Per Medea era ormai deciso: Giasone doveva averlo. Il padre si sarebbe rassegnato: i padri sono fatti per questo. Così Medea distillò due potentissimi filtri da dare all'amato bene. Il primo lo protesse dal fiato infuocato del drago. Ovviamente, tolta alla bestia mostruosa la sua arma principale di difesa, esso venne facilmente vinto dall'eroe che nella lotta non si sbruciacchiò neanche uno dei suoi bellissimi capelli. Poi però c'era da sconfiggere il serpente che non gli avrebbe certamente lasciato staccare il vello d'oro dall'albero a cui stava appeso. Per lui Medea distillò un liquido la cui esalazione addormentò profondamente il rettile. L'eroe non ebbe altro da fare che prendere il cimelio e, con esso in pugno, offrire il suo cuore ed il suo braccio alla giovane affascinante e bellissima maga, una creatura estremamente desiderabile ma che, allo stesso tempo, era più pericolosa del serpente e del drago messi insieme. Purtroppo a quel momento Giasone non poteva realizzare i rischi ai quali andava incontro. Medea era molto bella e, per il momento, i due amanti erano felici e innamorati. Così insieme si imbarcarono e insieme tornarono in Grecia dove Medea cominciò la sua nuova vita preoccupandosi di rimediare a quel che durante l'assenza di Giasone era successo nel regno del novello sposo.

Bibliografia
J. de la GENIERE, Une roue à oiseaux du cabinet des médalilles in Révue d'études anciens 60, 1958, pp. 27-35
PINDARO, Odi IV
TEOCRITO, Farmakeutriai