Home -> Articoli -> Grecia Fantasmi e magia
di Eugenia Salza Prina Ricotti
L'incantesimo dell'agnello –
Infatti, come capita spesso quando qualcuno lascia per un certo tempo la propria patria e la propria posizione, Giasone al suo ritorno trovò che il vecchio Pelias si era impadronito del suo trono e non aveva nessuna intenzione di renderglielo. Questo non garbava a Medea ed essa volle rimettere a posto le cose. Naturalmente lo fece a modo suo Essa conosceva un incantesimo per mezzo del quale poteva ridare a qualsiasi essere gioventù, bellezza e forza, e fu attraverso ad esso che riuscì facilmente sbarazzarsi dell'usurpatore. Avendo stretto amicizia con le figlie di Pelias, le invitò ad assistere ad un suo speciale esperimento. Messo un grande recipiente pieno d'acqua sul fuoco essa si fece portare un vecchio montone mal ridotto e, dopo averlo ucciso e fatto a pezzi, lo gettò nel calderone. A questo punto, però, pronunciò le formule magiche che avrebbero compiuto il miracolo e dall'acqua bollente saltò fuori vivo e vegeto un bianco agnello belante. Le figlie di Pelias ne furono ammirate e chiesero a Medea se essa potesse operare lo stesso prodigio su esseri umani. La maga rispose che era semplicissimo e che era stato attraverso a quel sistema che essa aveva ringiovanito il suocero e rinnovato forza e vigore in Giasone. Le ragazze tornate a casa raccontarono l'accaduto al padre e pian piano nella mente di questi si insinuò il desiderio di ritornare un ragazzo. Pelias non diffidava di Medea perché la donna aveva sempre badato bene a non lasciar trasparire il suo odio per lui, perciò quando egli le chiese di rendergli questo favore ed essa accettò, nessun sospettò sfiorò la sua mente. Venne stabilito il giorno dell'esperimento e, quando questo fu giunto, il grosso calderone riempito d'acqua venne messo sul fuoco. Appena l'acqua bollì, Medea sgozzò Pelias, lo fece a pezzi che gettò nel pentolone. Poi volgendo alle figlie dello sfortunato vecchio uno sguardo di disprezzo si allontanò, lasciandole lì a piangere e disperarsi.
BIBLIOGRAFIA
M. SCHLIMM, Sorceresses in Pandora. Women in Classical Greece, Milano, 1995, pp. 57- 62