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di Eugenia Salza Prina Ricotti
Creso e l'oracolo di Delfi. –
Uno dei fedeli e più frequenti postulanti dell'oracolo di Delfi fu Creso. Erodoto ci racconta cosa successe la prima volta che il ricchissimo re della Lidia inviò a questo sacrario i suoi araldi carichi di preziosi doni per il tempio. Chiaramente il re voleva accertarsi su quanto affidabile fosse l'oracolo e per controllarne la veridicità escogitò un piano per il quale ordinò ai suoi inviati di tenere ben conto della data, del giorno e dell'ora precisa in cui la Pizia avrebbe vaticinato. Inoltre raccomandò loro di trascrivere tutte le parole da lei pronunciate, sia che ne capissero il significato sia che non ne intendessero il senso. Per parte sua Creso aveva stabilito che nei giorni in cui presumibilmente la Pizia avrebbe espresso l'oracolo, egli avrebbe nascostamente messo in atto un certo numero di azioni fuori dal comune, segnando anche lui il momento esatto in cui le stava facendo. Il ricco monarca era sicuro che, se la sacra veggente fosse stata veramente tale, essa probabilmente avrebbe menzionato cosa stesse accadendo nella reggia lidia e questo gli avrebbe tolto ogni dubbio sui suoi oracoli. Gli incaricati partirono e, dopo un lungo viaggio, arrivarono al tempio, pagarono il pelanos, sgozzarono la capra e, dato che tutto andò bene, poterono scendere nel manteion ed ascoltare il vaticinio. Tornati in Lidia essi riportarono al re ciò che in un certo giorno, e ad una certa ora l'oracolo aveva detto
"Conto i grani di sabbia, e misuro le distese degli oceani
Ascolta quando i muti parleranno
e accorgiti di quel che dicono coloro che tacciono.
Cos'è l'odore che sento? Una tartaruga dalla robusta armatura
immersa in una caldaia di bronzo e mischiata a carne di agnello;
bronzo di sotto e bronzo di sopra.
Creso fu felice di questo oracolo in quanto nel preciso istante in cui la Pithia pronunciava tali parole egli stava cuocendo un brodo di tartaruga e di agnello in un pentolone di bronzo coperto da un coperchio pure di bronzo (Erodoto, I. 47-48). Capire il resto della profezia fu certamente più difficile, ma alla fine Creso seppe cosa significasse anche il resto.
Bibliografia
Erodoto, Storie, I. 47-48
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