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di Eugenia Salza Prina Ricotti
La fidanzata di Corinto -
Le storie delle apparizioni di trapassati hanno sempre affascinato la gente: i fantasmi, la paura dei fantasmi e l'interesse per le loro storie sono eterni come eterno è il mondo, e anche nell'antichità come nei vecchi castelli scozzesi di fantasmi ce ne erano di tutti i tipi. C'erano quelli che agitavano le catene; c'erano quelli che volevano vendicarsi di coloro che li avevano uccisi; c'erano quelli inventati per approfittare della credulità della gente; c'erano quelli che si limitavano a farsi vivi con sospiri gelidi e lamenti, altri che apparivano macilenti e magari anche fosforescenti, ma c'erano pure i dolci fantasmi che ritornavano sulla faccia della terra soltanto per godere ancora per un momento di un volto amato e forse riabbracciare colui che non riuscivano a dimenticare. A questa categoria appartiene quello accuratamente descritto da Flegon di Tralles con la storia della povera Philinion, una fanciulla prematuramente morta, che non riusciva a rassegnarsi ad essere scomparsa senza gustare le gioie dell'amore. Philinion era stata debitamente pianta e sepolta, ma non si dava pace ed alla fine riuscì a materializzarsi e, lasciato il sepolcro, una notte rientrò nella casa dei genitori dove era vissuta ed era stata felice. Lì si trovava un ospite, Machates, che essa doveva aver ben conosciuto dato che, entrata nella camera del giovane, si sdraiò vicino a lui e ad lui si unì. Forse perché era mezzo addormentato, forse perché era buio ed egli non capì chi ella fosse e, forse perché anche se lo avesse capito sarebbe stato ugualmente felice di poterla riabbracciare, fatto sta che il giovane corrispose alle sue espansioni. L'insolito movimento svegliò però gli altri ed essi, non riuscendo a spiegarsi cosa stava succedendo a Machates, bussarono alla sua porta e entrarono da lui. La scena che si presentò ai loro occhi li lasciò paralizzati dal terrore ed ancor più sconvolti essi furono quando, appena Philinion li ebbe visti, essa ripiombò nella morte. Il racconto che si voleva ambientato ad Anfipoli sullo Strimone (Tracia) sarebbe stato desunto da presunte lettere scritte da Ipparco ad Arrideo per informarne Filippo II di Macedonia. È una storia estremamente romantica e non c'è da stupirsi se anche attraverso i secoli essa colpì la fantasia di molti. Ne fu affascinato anche Goethe a cui il desiderio di amore della povera ragazza diede lo spunto per una struggente storia di amore: La fidanzata di Corinto. Così dal racconto dell'antico e poco conosciuto Phlegon di Tralles la povera Philinion passò nel canto di un grande poeta e attraverso a lui può ancora essere ricordata e, dopo più di duemila anni di storia, rivivere la sua triste storia.
BIBLIOGRAFIA
E, NARDI Case “infestate da spiriti” e diritto romano e moderno, Milano 1960 p.77
Il racconto sarebbe stato desunto da presunte lettere scritte da IPPARCO ad ARRIDEO per informarne FILIPPO II di Macedonia.
PROCLO, Commenti alla repubblica platonica.
FRIEDLÄNDER Studii intorno agli usi ed ai costumi dei Romani nei due primi secoli dell’era volgare, lo soppresse poi considerandolo soltanto un caso di morte apparente.
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