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di Eugenia Salza Prina Ricotti
RITORNANDO DALL'AL DI LÀ
Le storie di fantasmi hanno sempre afffascinato la gente e molti ce ne dovettero essere nel mondo greco dato che tante storie troviamo nella loro letteratura. I Greci che ai fantasmi evidentemente ci credevano, registrarono anche il più piccolo fenomeno che non rientrasse nella normalità. Proprio come accade nei castelli e negli aviti palazzi europei dove c'é sempre qualche fantasma di famiglia - dalla dama bianca al cavaliere senza testa - e nei quali il meno che può accadere è di sentire gemiti agghiaccianti e sferragliare di catene, anche le notti di Atene furono popolate da ombre fosforescenti e da apparizioni preoccupanti. Anche allora c'era chi ci credeva ciecamente mentre altri attribuivano le spettrali visioni al troppo bere, ad una indigestione, ad una febbre alta. L'importante è che ne parlarono.
La letteratura –
Parlando e parlando, questi fatti vennero raccolti dagli scrittori e, assieme alle vicende dei vari personaggi illustri, finirono con lo scivolare tra le pagine della storia, mentre gli antichi geografi, elencando le varie meraviglie di questa terra, registrarono anche le leggende legate ai luoghi che attraversavano.
Sfogliando le loro opere riusciamo a spigolare una larga messe di notizie. Se non altro quanto essi scrivono conferma il fatto che sul problema gli antichi avevano più o meno le stesse idee che esistono tuttora e che dei fantasmi essi se ne interessarono ed anche molto dato che esistettero speciali libri chiamati "paradossografici", ossia - per tradurre il termine in parole povere - "Racconti di fatti straordinari", scritti che sulle apparizioni dei trapassati e sui fenomeni paranormali si basavano. Una di queste opere venne persino attribuita ad Aristotele, ma in realtà si trattava di un libro composto in epoca molto più tarda, cosa provata al di fuori da ogni dubbio dal fatto che vi veniva citato un autore, Poseidonio (Rodio), vissuto tra il II ed il I sec. a.C. più di un secolo dopo la morte del filosofo.