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Il genio di Temesa

di Eugenia Salza Prina Ricotti

Il pugilatore ed il Genio di Temesa - Il pugilatore Eutimo - l'eroe buono - era nato nella Locride vicino al promontorio chiamato Zeffirio. Era un bravo ragazzo e un buon atleta che, essendo riuscito per ben tre volte a vincere il premio di pugilato nelle Olimpiandi, ne aveva conquistato la corona e quindi gli era stata innalzata una bellissima statua molto ammirata da Pausania. Fu al suo ritorno dalla settantaseiesima Olimpiade che Eutimo, tornato in Italia, combatté contro l’"Eroe" (come lo chiamava Pausania). Questo genio malefico era stato uno degli uomini che avevano seguito Ulisse nella sua fortunosa navigazione. Quando, trascinati dalle tempeste lungo la costa italica, si erano dovuti rifugiare nel porto di Temesa, il cosiddetto "Eroe" si era ubriacato e aveva violentato una ragazza. Non possiamo quindi stupirci se i Temesani, furiosi, lo avevano ucciso lapidandolo, né ci sentiamo di condannarli per tale azione. Lo stesso dovette pensare Ulisse che, lontano dal suo paese, e ansioso di rivedere moglie e figlio, non aveva la minima intenzione di perdere altro tempo per vendicare il defunto. Fatto sta che, come se niente fosse successo, se ne partì con tutti i suoi. Offesissimo il fantasma cominciò a manifestarsi uccidendo tutti i cittadini di Temesa che gli capitavano a tiro, tanto che gli abitanti del luogo furono sul punto di partire e di lasciargli campo libero. A quel tempo però niente si faceva senza aver preventivamente consultato un oracolo e quello di Delfi proibì loro di abbandonare la città. Ordinò invece di pacificare lo spettro costruendogli un tempio, e offrendogli ogni anno la più bella vergine di Temesa. Essi obbedirono e da quel momento in poi non ebbero più noie dal fantasma. Capitò però che Eutimo arrivasse a Temesa proprio al momento in cui una vergine bellissima dovesse venir consegnata al malefico Genio. Conosciuta la storia, egli fu colto da un impellente desiderio di entrare nel tempio e non soltanto di andar lì, ma anche di vedere la prescelta. Costei era molto bella; bello era anche Eutimo: come era prevedibile, i due giovani si innamorarono perdutamente l'uno dell'altra, e la ragazza, disperata, supplicò l'amato bene di non farla cadere in mano al mostro. Eutimo, che aveva deciso di sposarsela lui, capì che se voleva coronare il suo sogno d'amore doveva darsi da fare subito e con la massima decisione Così, da buon pugilatore, dopo essersi fasciato le mani di tutto punto, entrò nel tempio ed attese l’attacco dello spettro che, inferocito, arrivò come un turbine. Ma il valente atleta che lo attendeva a piè fermo, lo accolse con una gragnuola di pugni, e tanto lo malmenò che, abbandonato il paese, il malefico fantasma scomparve inghiottito dalla profondità del mare. Seguì il lieto fine di obbligo in ogni storia del genere con, al centro di splendidi festeggiamenti, il matrimonio di Eutimo e della fanciulla.

Bibiografia

ENZO NARDI, Case “infestate da spiriti” e diritto romano e moderno, Milano 1960 p.78. nota 10l
STRABONE, Geographica , 6. 1. 5. Sempre a proposito del fantasma di Temesa Strabone ricorda di aver visto a Temesa un tempietto cinto di oleastri,
PAUSANIA, Descriptionis Greciae, 1. 6; ; Eliaca posteriora, 6. 7 cita la copia di una pittura in cui si vedeva Temesa ed il suo daivmwn ‘Luka’ e lo descrive “di colore nero e di aspetto terribile e lo cingeva una pelle di lupo.
ELIANO, Variae historiae, 8. 19