Home -> Articoli -> Fantasmi greci

I fantasmi dei Foceesi

di Eugenia Salza Prina Ricotti

I fantasmi dei Focesi –
Erodoto poi ci racconta la storia dei Focesi che Cartaginesi e Tirreni avrebbero lapidato presso Agille. Fino a che gli abitanti del territorio non presero provvedimenti per pacificare le anime di quei morti nessuno ebbe più un momento di pace. Infatti chiunque, uomo o animale, passasse nel luogo dove i Cartaginesi ed i Tirreni avevano lapidato gli sventurati, restava mutilato o deformato. Piano piano il territorio si riempì di orbi e di storpi, e la situazione minacciava di aggravarsi. Cartaginesi e Tirreni, che quel crimine assieme avevano commesso, si riunirono per deliberare sul da farsi e, come al solito, decisero di mandare un'ambasceria a Delfi. Vi fu il lungo viaggio fino al santuario di Apollo, vi fu la richiesta alla Pizia di indicar loro cosa era necessario fare per ottenere che i fantasmi cessassero la loro persecuzione e vi fu il consueto vaticinio col quale il dio ordinò loro di organizzare una solenne cerimonia in onore dei defunti accompagnandola da quei grandi giuochi che abitualmente si svolgevano nel corso di queste cerimonie. Così fu fatto ed i fantasmi dei Focesi dovettero ritenersi soddisfatti perché le loro persecuzioni cessarono. Ancora più soddisfatta fu la popolazione locale, che, grazie ai poveri lapidati ed alla loro rabbia, godette gratis di tutti i divertimenti e gli spettacoli della splendida festa.

BIBLIOGRAFIA
ENZO NARDI, Case “infestate da spiriti” e diritto romano e moderno, Milano 1960, p. 79, nota 10
F. CUMONT, After life in Roman Paganism , New Haven 1922, pp. 62 e 67 e sgg.
F. DE COULANGES, La ville antique (i numeri delle pagine date dal Nardi si riferiscono alla traduzione italiana e sono: 6 e sg, 16 nota1).
ERODOTO, 1.1.167.