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Tabulae Maledictoriae

di Eugenia Salza Prina Ricotti

Tabulae maledictoriae
Con queste tavolette si invocavano sui predestinati incantesimi di malattie e di morte, e si votavano i nemici agli dei infernali - Ecate, Ermes e Persefone -. Per esser poi sicuri del successo li si "attaccava" letteralmente alle lamine in modo che gli sciagurati restasseo inchiodati nel regno dei morti. Questa fattura, che era detta "votare" alla morte, si praticava prendendo una lamina di piombo sulla quale si enumeravano le parti del corpo e le facoltà spirituali del nemico nella speranza di colpirlo in tutta la sua persona. I nomi dei personaggi così "votati" alla morte venivano scritti sul piombo e poi circondati con una rete di fili che, secondo l'intenzione di chi praticava l'incantesimo, erano quelli che dovevano tenerli legati alla tabula maledictoria su cui era stata incisa la maledizione. Questa veniva poi arrotolata intorno ad un chiodo di ferro e sepolta in luogo acconcio. I maghi che si dedicavano professionalmente a queste pratiche erano tutti uomini.
Alle tabulae maledictoriae la gente ci credeva e le temeva molto. Ad esempio quando Germanico, a quel momento proconsole in Asia Minore, si era ammalato sia lui che sua moglie Agrippina non pensarono al tifo, al colera, o a un'altra di quelle malattie mortali che spopolavano nei climi caldi, ma decisero che doveva trattarsi di un veleno somministrato da Pisone. Inoltre erano persuasi che Pisone non si fosse fermato al veleno, e che rivolgendosi a potenti maghi locali aveva messo in atto una serie di fatture per condannarlo senza scampo e fra queste si citavano anche tabulae maledictoriae. Scriveva Tacito (Annali, II. 69).
"La convinzione di essere stato avvelenato da Pisone accresceva in questi (Germanico) la violenza del male: si erano ritrovati in terra e lungo le pareti avanzi dissepolti di corpi umani, formule magiche e maledizioni contro Germanico scolpite su lamine di piombo, ossa semibruciate e imbrattate di sangue marcito ed altri malefizi con i quali si crede che si possano consacrare le anime agli dei infernali".

A parte queste notizie storiche largamente riportate nei testi antichi per l'importanza del personaggio che, figlio del fratello minore dell'imperatore Tiberio, era molto amato dal popolo e per il clamore che suscitò la causa contro Pisone, il quale, pur essendo innocente come venne provato da molti testimoni, quando si vide accusato di veneficio e assassinio, si uccise disperando di venir mai assolto