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di Eugenia Salza Prina Ricotti
Un'aquila anche per Augusto –
Lucumone non fu il solo personaggio della storia romana ad avere a che fare con un'aquila. Anche ad Augusto la futura grandezza venne indicata dall'uccello regale. Del resto, grazie ai suoi storiografi e adulatori, egli fu sempre indicato come l'uomo del destino e annunciato da un'infinità di segni speciali del cielo. Neanche Alessandro era riuscito mai a farsene registrare tanti. In fatto di sogni premonitori tutti, ma proprio tutti, sognarono di lui e del favore che su lui abbondantemente versava il sommo Giove Capitolino. Perché stupirsi quindi se fra gli altri miracoli ci fu per lui anche quello dell'aquila che, dati i secoli passati, non poteva però essere quella di Lucumone. Si raccontava, insomma, che un giorno che Augusto bambino saltellava per la campagna con un pezzo di pane in mano, la solita aquila intraprendente si era abbassata su di lui e, gli aveva tolto di mano la sua merenda. Poi si era alzata in alto con larghi giri. Infine, forse persuasa che per un'aquila carnivora il pane non era adatto, si era riabbassata sul bambino stupito e gli aveva rimesso il suo pane in mano. Possiamo proprio dire che Giove ne doveva avere parecchio di aquile addomesticate.