Home -> Articoli -> Roma: la morte e i fantasmi
di Eugenia Salza Prina Ricotti
Il romano mondo dei morti ed i fantasmi
Anche a Roma come in tutta l'antichità si dedicava un culto particolare alle tombe dei propri familiarià. Lo si faceva offrendo loro cibi, vini e profumi preziosi e si credeva fermamente che tutto questo servisse per apparecchiare gli eterni banchetti dell'Aldilà. A volte si faceva in modo che le offerte pervenissero direttamente ai defunti: così nella necropoli neroniana che si trova sotto l'autoparco del Vaticano vediamo, infisse sopra le tombe, tubazioni laterizie attraverso le quali vino e vivande venivano versati fin sulle ossa dei sepolti nell'interno del tumulo. Nella necropoli di Ostia poi, come in quella di Carmona presso Siviglia o quella dell'area sacro-funeraria di Sidret el-Balik a Sabratha, oltre a veri e propri triclini; troviamo anche le cucine dove si preparavano i lussuosi banchetti, detti "refrigeria": i rinfreschi offerti ai defunti, ma mangiati dai parenti ancora in vita. A tali feste, che si facevano in date fissate - quasi sempre per gli anniversari della loro morte - i Romani tenevano molto e alcuni di loro provvedevano direttamente con i loro testamenti a quelle che si sarebbero allestite dopo la loro scomparsa. Facevano così coloro che erano privi di discendenti, e quelli che dei propri eredi non si fidavano, e perciò affidavano a persone sicure lasciti vincolati i cui redditi dovevano servire a finanziare ogni anno una o più di queste cene da tenersi accanto ai loro sepolcri. Ad esse partecipavano i loro amici e consumavano il pasto nella certezza che anche il defunto, invisibile, godesse del festino. Insomma era un modo come un altro di garantirsi ancor prima di morire lussuose celebrazioni postume.
Tutti i defunti venivano poi onorati nella solennità dei Parentalia. che si tenevano tra il il 13 ed il 22 Febbraio quando le famiglie portavano offerte alle tombe dei morti. Una solennità molto simile al nostro 2 Novembre. Come si vede si faceva di tutto per tenere i morti felici e soprattutto lontani dai vivi e dalle loro case, ma esistevano giorni fissi in cui per 24 ore essi potevano tornare nel mondo dei vivi. A Roma questi giorni, diremo così, di libera uscita, erano il 24 Agosto, il 5 Ottobre, e l'8 Novembre. In queste date veniva aperto il Mundus, uno di quei speciali “aditi”, pozzi creati seguendo antichissime usanze e riti etruschi, fessure del terreno che, secondo gli antichi, mettevano in comunicazione il mondo dei morti con quello dei vivi. Alcuni pensano che a Roma il Mundus, ricoperto da una lastra detta Lapis Manalis (pietra dei Mani), si trovasse al Foro Romano e precisamente nel Comitium. presso il Lapis Niger. Altri che fosse accanto alla casa di Augusto sopra il Germalo. Esso, salvo che nei tre giorni prima citati, restava sempre chiuso.
Ma il timore degli spiriti dei morti e la sensazione di questo continuo contatto tra il mondo dei vivi e le anime dei trapassati è ben chiarito dall'antichissimo rito delle Nocturna Lemuria (i fantasmi della notte) che aveva luogo in maggio. Lo celebrava da solo il Pater familias, che alzatosi a metà notte, si metteva a girare per la casa a piedi nudi mentre, con il medio ed il pollice uniti, faceva schioccare le dita affinché le ombre dei trapassati, ritornati nella casa, lo sentissero arrivare e si scostassero. Quando poi, dopo aver percorso tutte le stanze, il capofamiglia giungeva vicino al portone di casa, dove precedentemente era stato sistemato un bacile di bronzo, egli si lavava le mani, infine, voltandosi, dava le spalle alla porta aperta e, senza mai guardare dietro di sé, prendeva un pugno di fave nere che gettava fuori dicendo. “Getto alle mie spalle queste fave nere e con esse riscatto me ed i miei”. Poi toccava di nuovo l’acqua e, battendo forte la parete del bacile di bronzo - perché il suono del bronzo era un noto metodo per allontanare le anime dei morti - ordinava loro di uscire di casa ripetendo per nove volte: “Manes exite paterni” (Uscite, o Mani aviti!)
Altri articoli " Roma: la morte e i fantasmi"
I fantasmi di Antonio
I fantasmi di Filippi
L'anello di Cesare
Il cattivo genio di Bruto
Caligola
Il Rubicone
Fantasmi e barbieri
Plinio il Giovane
I fantasmi degli assassinati
Mani e Lemuri