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di Eugenia Salza Prina Ricotti
Fantasma o spirito barbiere.
Del resto Plinio il giovane non soltanto credeva ai fantasmi o ai vari geni del paranormale, ma addirittura li aveva a casa sua. Ed ecco quello che racconta ad un suo amico:
A questo racconto io credo perché a mia volta posso agli altri assicurare quanto segue. Io ho un liberto non illetterato. Con costui dormiva nello stesso letto un fratello minore. A questo parve di veder seduto sul letto uno che avvicinava un rasoio alla sua testa e addirittura gli tagliava i capelli proprio alla sua sommità. appena si fece giorno trovarono lui tosato in cima alla testa ed i capelli per terra. Passò poco tempo e di nuovo un altro fatto convalidò il precedente. Un ragazzo dormiva nel pedagogio: vennero due in bianche tuniche attraverso le finestre (così egli racconta) e, mentre lui giaceva sul suo letto lo tosarono. Poi se ne tornarono da dove erano venuti. Anche quando si fece giorno si trovò lui tosato e tutti i suoi capelli per terra. Niente di notevole seguì se non forse che io non fui imputato mentre lo sarei stato se Domiziano sotto al quale questi fatti occorsero, fosse vissuto più a lungo. Infatti nel suo cassetto venne trovata una denuncia contro di me datagli da Caro. Dal che può congetturarsi che , atteso che ai colpevoli è costume lasciar crescere i capelli, il taglio dei capelli dei miei dipendenti fosse un segno del mio scampato pericolo…"
Bibliografia
E. NARDI, Case “infestate da spiriti” e diritto romano e moderno, Milano 1960 pp. 93-99
PLINIO IL GIOVANE, 7. 27. § 12 - 16
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