Home -> Articoli -> Roma: la morte e i fantasmi

Il Rubicone

di Eugenia Salza Prina Ricotti

La grande storia e le grandi storie di fantasmi del mondo romano
Oltre a questi fantasmi diremo così tradizionali e che abbiamo già incontrato nei resoconti di simili apparizioni nel mondo greco troviamo una serie di fenomeni paranormali connessi con i grandi eventi della storia. Apparizioni che si materializzavano nei momenti cruciali e che non si sapeva mai se si trattasse di fantasmi o di dei, ma che comunque non appartenevano certamente a questo mondo. Famoso tra tutti é il fantasma che si manifestò davanti agli occhi di Cesare e dei suoi soldati quando sul Rubicone si dovette decidere il futuro di Roma. Cesare, pressato dagli attacchi dei suoi nemici, stava incerto se sottomettersi agli ordini del Senato consegnando ad esso le sue legioni - il che sarebbe stato condannarsi a sicura morte - o ribellarsi e marciare su Roma. Mentre stava così perplesso cercando di decidere il da farsi - racconta Svetonio - là, dove un attimo prima non c'era nessuno, tutti videro apparire all'improvviso un uomo molto alto e molto bello che, seduto su una vicina roccia, suonava un flauto. Stupiti i pastori, che in quei prati avevano portato le loro greggi, gli si affollarono attorno. Accorsero anche molti soldati e con essi tutta la banda militare con i suoi strumenti. A questo punto l'uomo si alzò di colpo e, strappata la tromba ad uno dei trombettieri, balzò verso il fiume e lo attraversò intonando a gran fiato il segnale di battaglia. Fu allora che Cesare ordinò ai soldati "Andiamo dove ci chiamano i prodigi degli Dei e l'iniquità dei nemici: il dado è tratto." e da quel momento la sua frase, ripetuta attraverso i secoli, riempie i libri di storia di tutto il mondo