Home -> Articoli -> Roma: la morte e i fantasmi

Il cattivo genio di Bruto

di Eugenia Salza Prina Ricotti

Il cattivo genio -
È Plutarco che ci racconta quello che successe. Egli ci racconta che una notte, essendo un insonne, che dormiva pochissimo e lavorava fino alle ore piccole, Bruto stava studiando la situazione nella sua tenda. Era notte alta quando di colpo, mentre esaminava alcuni documenti, egli ebbe la sensazione di una presenza e, alzato lo sguardo, vide vicino a sé una figura minacciosa e agghiacciante. Bruto ebbe comunque il coraggio di parlare al fantasma e gli chiese "Chi sei tu, uomo o dio, e perché sei venuto qui da me?" L'apparizione gli rispose "Sono il tuo cattivo genio, Bruto, e ci rivedremo a Filippi". Al che, senza scomporsi, Bruto confermò "Ci rivedremo." Lo rivide poi ancora la notte prima della battaglia. Anche questa volta Bruto se lo trovò accanto all'improvviso. Il fantasma lo guardò senza parlare e poi, sempre senza dir niente, scomparve.