Home -> Articoli -> Roma: la morte e i fantasmi
di Eugenia Salza Prina Ricotti
E in quel secolo così sconvolto dalle guerre civili, molti furono i fantasmi che aleggiarono sulla storia di Roma. Fu a legioni che essi si fecero vivi nei suoi momenti più tragici. Dione ci racconta come, in occasione della battaglia di Filippi, i terrorizzati viandanti che nella notte transitavano sulle rive del Tevere sentirono partire dagli Horti di Cesare alti squilli di trombe che chiamavano i soldati alla battaglia. Fortissimo era il clangore di spade e di armi che cozzavano negli scontri, mentre l'oscurità era squarciata dagli urli di invisibili combattenti, dai gemiti dei feriti e dei moribondi. Erano armate fantasma quelle che stavano di nuovo combattendo antiche battaglie o erano gli echi di quella lontana che si riflettevano sulle rive del Tevere? In quel periodo decisivo della storia fantasmi e prodigi si moltiplicavano. Persino le statue si davano da fare per segnalare la gravità del momento e gli storici riferiscono di casi in cui marmorei ritratti dei protagonisti del momento e i simulacri degli dei sudavano, piangevano o si coprivano di sangue, vedi la sacra immagine di Giove sui Monti Albani, apparentemente ferita ad una spalla ed alla mano destra. Anche il fantasma di Cesare faceva le sue apparizioni per dare il suo sostegno ad Ottaviano e inviargli saggi consigli:
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