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Teorie e datazione del Teatro Marittimo

Certamente il Teatro Marittimo è uno dei più affascinanti edifici esistenti a Villa Adriana e tutti gli archeologi che di questo complesso si sono occupati ne hanno discusso e scritto. Ognuno di loro ha espresso le sue idee su quando questo grazioso edificio è stato costruito e su quale uso potesse avere. Devo riconoscere che al principio quando ancora credevo in tutto quello che leggevo mi lasciai trasportare da tutti questi autorevoli autori. Devo però riconoscere che qualche loro interpretazione era così assurda che si faceva fatica a accettarla. Del resto erano già stati criticati dal Bloch un grande archeologo tedesco trasferito in America nel suo libro (H. BLOCH, I bolli laterizi e la Storia dell’Edilizia romana. Contributi all’Archeologia ed alla Storia romana , Roma 1938), opera fondamentale per lo studio dell’archeologi. Qui adesso tenterò anche’io di darvi un’idea di cosa si è detto sul Teatro Marittimo come ho già anche ampliamente discusso nel mio libro “Villa Adriana Il sogno di un imperatore.”
Quello che è importante da sottolineare è che tutti gli archeologi che studiarono questo edificio concordarono sul fatto che fosse un padiglione dedicato a ogni genere di piacere e di divertimento e lo hanno spesso comparato al Piccolo Trianon di Versaille dove Maria Antonietta si divertiva andare con le sue damigelle a fare le contadine ed a mungere le mucche. Naturalmente Adriano non doveva essere interessato nella mungitura delle mucche e aveva altre idee su come divertirsi. Per questi archeologi comunque il Teatro Marittimo doveva essere un posto moto gaio.
La prima persona dei nostri tempi che si pronunciò su di esso fu una nobildonna tedesca e più precisamente prussiana, conosciutissima per i suoi studi sui giardini (essa scrisse una monumentale opera sul giardinaggio nell’antichità: Geschicht der Gartenkunst I , Jena 1914, p. libro che poi venne tradotto in inglese col titolo A History of garden art, Vol. I, New York, 1928, e Hacker lo ristampò nel 1979) un opera fondamentale per chi si occupi di questo soggetto eche è ancor oggi validissimo.
Dati i suoi gusti e le sue tendenze la Gothein decise che il Teatro Marittimo dovesse essere la decorazione di un giardino e lo paragonò all’Onithon di Varrone un originale triclinio all’aperto creato dal grande autore in una delle sue residenze.
Dopo di lei si leggono altrettante divertenti teorie. Continuando ci fu chi nei cerchi concentrici della pianta del Teatro Marittimo ha voluto vedere una connessione con la descrizione che Platone fa dell’Atlantide di Poseidone. Si è pensato anche che il creare questo padiglione su un'isola fosse dovuta alla grande considerazione che i Romani avevano per le isole e, per dimostrare tale predilezione si citarono alcuni brani di Cicerone e si è inoltre suggerito che poiché i Romani avevano adottato la credenza greca per la quale, dopo il loro decesso, i buoni venivano trasferiti nell’Isola dei Beati, Adriano, invece di fare gli scongiuri, avesse voluto crearsi un piccolo regno dei morti tutto suo..Poi il Coarelli, ricordando il fatto che, parlando dell’isola di Ortygia a Siracusa, chiamata semplicemente “l’isola” dai Siracusani, e che Augusto aveva chiamato “Siracusa” il suo rifugio in cima alla casa ipotizza che Adriano l'avesse voluto imitare, ma, dato che c'era, questa volta si era creato proprio un'isola.. Vi è poi stato chi nel Teatro Marittimo ha voluto addirittura vedere una rappresentazione cosmogonica. Stierlin per parte sua ricostruisce il teatro Marittimo con una cupola impostata addirittura sul peristilio e dice che in esso Adriano è simbolizzato "comme un dieu vivant"..Come si vede che più ne ha più ne metta.
Ovviamente si potrebbe ancor a continuare con queste strampalate teorie ma la cosa importante da sottolineare è che tutti questi autori giudicano il Teatro Marittimo come un padiglione di piacere.
Nessuno di loro sembra essersi molto occupato sulla data di costruzione di questo edificio e nessuno di loro sembra aver perso molto tempo a studiare Bloch che pure tutti prima o poi devono scorrere perché in esso sono elencati tutti i Bolli laterizi da lui trovati: elementi di costruzione su cui sono impressi i nomi dei consoli dell’anno in cui si cominciò a fare questi mattoni. Eppure nel suo libro Bloch dichiara che il Teatro Marittimi fu il primo edificio ad essere stato costruito. Perché mai nessuno gli ha dato retta? Mah? Questo è per me uno dei grani misteri dell’archeologia. Comunque veniamo adesso al mio lavoro.
Io capitai a Villa Adriana più di 40 anni fa e dedicai i miei primi due anni al rilievo ed al disegno della nuova pianta di Villa Adriana che fu poi pubblicata nelle Memorie della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (Villa Adriana nei suoi limiti e nella sua funzionalitá in Mem. Pont. Acc. Rom. di Arch., Vol. XIV, Rome 1982, pp. 25-55, Plates. I-IX). In essa avevo già studiato e messo in pianta il sistema di comunicazioni che collegava tutti gli edifici del complesso e soprattutto la grande via carrabile sotterranea.
Terminata questa opera decisi di stabilire con molta attenzione la data in cu tutti gli edifici di villa Adriana erano stati costruiti. C’erano vari ottimi studi sull’argomento, ma non tutto mi soddisfaceva. Così mi misi sotto - lunghi anni studiando a fondo il Bloch, dopo di che dovetti però impiegare altro tempo per studiare le tecniche con cui gli antichi Romani facevano i propri laterizi. Indagini su cosa c’era negli antichi testi e indagini con gli attuali fabbricanti di mattoni. Mi costò fatica , ma alla fine riuscii a stabilire che partendo dal momento in cui si era scavata l’argilla, a quando si erano formati i laterizi, e si era impressa sulla loro argilla fresca i nomi dei consoli, passavano due anni durante i quali li si doveva farli perfettamente asciugare per evitare difetti durante la loro cottura in forno e poi mandarli in cantiere, Fu un duro lavoro ma andò bene e potei stabilire che il Teatro Marittimo tutto costruito con materiale traianeo - l’unico che Adriano poté avere quando nel 118 d.C. cominciò a costruire Villa Adriana – fu il primo edificio che vi venne costruito. A quel momento l’unica altra costruzione lì esistente era la vecchia villa repubblicana piena di operai che vi lavoravano per adattarla al progetto adrianeo. Attorno al Teatro Marittimo c’era sola terreno agricolo.
Cosa era perciò il Teatro Marittimo? Era un lussuosissimo pied a terre in cui Adriano poteva continuamente venire per controllare i lavori. Un piccolo edificio eretto su soli 314 m2 ma che presentava tutto quello che si poteva trovare una villa patrizia..