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Libro su Villa Adriana

di Egenia Salza Prina Ricotti

Estratto del libro Villa Adriana il sogno di un imperatore

Villa Adriana: il sogno di un imperatore è stato scritto per raccogliere e perfezionare tutti gli studi svolti da Eugenia Salza Prina Ricotti su questo monumento, lavoro iniziato a partire dall’Agosto del 1969. Villa Adriana è un monumento eccezionale, frutto dell’idea di un artista e architetto eccezionale, ed è stata dall’autrice, architetto, come tale studiata. Non occorre essere Michelangelo per capire Michelangelo e non occorreva essere Adriano per seguire la sua creazione dal primo momento in cui l’imperatore l’ideò alla sua fine. Si trattava soltanto di amare quest’opera che riunisce in sé l’architettura più raffinata, l’urbanistica più avanzata e le più ardite tecniche di ingegneria e di idraulica. Il progetto, che doveva già essere in mente di Adriano prima di ascendere al trono, fu un progetto unitario. È stato possibile provarlo con lo studio dei bolli laterizi datati che mostrano come tutto il materiale occorrente fu ordinato in una sola mandata, ed era tutto in cantiere per il 125 d.C.
Venendo all’esame più particolareggiato del complesso notiamo subito che Villa Adriana più che una residenza imperiale è una piccola città, una capitale ideale e perfetta completa di palazzi imperiali, residenze per la corte, alloggi per gli ospiti, dormitori per i servitori e caserme per i soldati ed i gladiatori. Nel complesso vi sono 4 Terme e si sospetta l’esistenza di altre due. Vi sono pure due grandi teatri, un’arena per i giochi gladiatorii (Adriano era anche esperto nell’uso di queste armi) e si stava per costruire un circo-stadio quando la morte dell’imperatore bloccò il completamento dell’opera. Il complesso presentava due palazzi imperiali ben protetti a cui neanche i soldati che dovevano guardarli, e che raggiungevano i loro posti di guardia con camminamenti esterni, avevano accesso; 3 grandi aree tricliniari di ricevimento (1º -Edificio a Tre Esedre e Palazzo di Inverno; 2º - Piazza d’Oro e 3º - Canopo); un insieme di speciali servizi tra cui si segnala l’interessantissimo e capacissimo deposito di neve.
Il traffico sia pedonale che carrabile veniva svolto attraverso una rete di comunicazioni sotterranee. Uno dei primi atti di Adriano come imperatore era stato quello di proibire il traffico di carri e cavalli nella città di Roma. A Villa Adriana egli aveva potuto provvedere a evitare di essere disturbato e contemporaneamente a fare sì che tutti gli edifici e le aree fossero messi in comunicazione attraverso una rete di vie sotterranee. Molto importante è la via carrabile sotterranea, una metropolitana ante litteram, che collegava tutti gli edifici. ed era costituita da 4,100 km.
Essa provvedeva anche a tutti i rifornimenti. Infatti a Villa Adriana non vi sono quasi magazzini che, del resto, non si trovano in nessuna delle ville imperiali. In esse, come se si fosse stati a Roma, sul Palatino e con tutti i mercati ai piedi, si ricevevano giornalmente quanto era necessario per le cucine e ogni necessità della vita. Le carovane, arrivate la mattina presto, venivano fatte attendere l’ora di uscita nel grandioso parcheggio sotterraneo del Grande Trapezio, dove, una volta staccati e sistemati i veicoli (c’era posto per 140-200 tra carri e carrozze), cavalli, muli ed asini venivano portati alle mangiatoie, ben 262. Dalle diverse misure delle mangiatoie corrispondenti a quelle odierne sappiamo che vi erano 102 mangiatoie per cavalli o muli grandi e 160 per asini e muli piccoli.
Inifine, come ci dice Elio Sparziano perché nulla mancasse, aveva creato anche gli Inferi: etiam Inferos finxi . Proprio ultimamente si è notato che - probabilmente in memoria della sua iniziazione ai Misteri Eleusini e del grande edificio sacro a Demetra e Koré affiancato da una grotticella, il Plutonium, rappresentante l’ingresso al mondo di Ade - Adriano, accanto ad un grande edificio, probabilmente di culto, aveva creato una stretta valle che si sprofondava nel terreno e terminava in una buia grotticella: i suoi Inferi ed il suo Plutonium.
Molto interessanti anche se esclusivamente di interesse tecnico sono 1 - il soffitto piano in conglomerato steso su una luce di 9 m e che ha resistito fino alla fine dell’impero; 2 - la datazione delle varie aree fornita dal contenuto di piombo del terreno; 3 – il sistema di irrigazione dei giardini mediante l’infiltrazione sotterranea di acqua che, per il fenomeno di capillarità; risaliva tutte le volte che la superficie si inaridiva.


Pubblicazioni sull'argomento
E. SALZA PRINA RICOTTI - Villa Adriana : il sogno di un imperatore, Roma 2001 Erma di Bretschneider