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Grecia - Ateneo e i suoi Deipnosofisti -

di Eugenia Prina Ricotti

La cucina dell'antica Grecia -L'alimentazione puó apparire un capitolo minore della storia, ma di fatto non lo é. Il modo di alimentarsi é funzione del tipo di societá alla quale si appartiene: cosí un popolo di pastori nomadi baserá sempre la sua alimentazione sul latte, i latticini e la carne, mentre gli agricoltori si nutriranno prevalentemente di farinacei, verdure. Anche i contadini naturalmente consumeranno carne, ma pochissima e soprattutto si asterranno da quella bovina in quanto i buoi saranno loro necessari alla coltivazione dei campi. Queste tradizioni, tramandate dagli antenati attraverso una lunga consuetudine, resteranno radicate nelle abitudini dei popoli anche quando le loro attivitá si saranno diversificate.
Lo studio dell'alimentazione ci aiuterá perció a rintracciare la lontana origine dei popoli ed il suo mutare attraverso i secoli e chiarirá quale sia stato il loro sviluppo economico, la loro potenza, la loro ricchezza e la loro espansione. Un popolo povero infatti si accontenterá di quanto produce la sua terra, ma un popolo ricco comincerá ad interessarsi ai cibi rari ed esotici ed il suo orizzonte si allargherá. L'apparizione sui mercati di un'antica cittá di frutta, verdure, conserve e spezie fino allora ignote caratterizzeranno i suoi periodi di opulenza e chiariranno altresí le sue relazioni commerciali con le civiltá lontane. Attraverso questa massa di dati sará anche possibile ricostruire un quadro della intera rete del traffico marittimo e carovaniero di una data epoca.

LE FONTI: Lo studio dell'alimentazione antica si basa in buona parte sui testi e tra questi i piú ricchi di notizie sono certamente quelli greci. Quasi tutti gli autori ellenici parlarono di cibi, di banchetti e di vino, argomenti che sembrarono affascinarli ed essi diedero notizie sull'argomento in molti dei loro lavori. Altri studiosi sempre greci compilarono poi libri che avevano come unico argomento la cucina o i suoi ingredienti e si ha notizia di ben 20 trattati specializzati sull'argomento, tutti purtroppo andati persi compresa la raffinatissima Edifagetica, opera in versi di uno dei piú grandi gastronomi di tutti i tempi: Archestrato di Gela.
Grazie al cielo, tutte queste notizie sugli antichi banchetti non sono completamente scomparse. Anzi brani riguardanti tale argomento sono le uniche sopravvivenze di molti autori greci. La compilazione di quest'opera antologica si deve ad un Greculo - nome con il quale i Romani indicavano gli immigrati greci - il quale, abbandonando la natia Naucratis in Egitto, si era trasferito a Roma per divenire il bibliotecario di P. Livio Larense, un ricco patrizio discendente da Varrone e proprietario di una vastissima biblioteca. L'impiego forní ad Ateneo, cosí si chiamava lo studioso, un meraviglioso strumento che gli permise di redigere con amorosa cura la sua colossale opera intitolata"I Edifagetica", un trattato diviso in ben quindici libri ed ovviamente dedicato al suo datore di lavoro.
Nei Deipnosofisti troviamo non soltanto notizie dettagliatissime sull'alimentazione e sulla cucina dell'antica Ellade dai tempi di Omero in poi, ma veniamo altresí informati su quanto veniva servito nei banchetti di tutto o quasi tutto il bacino del Mediterraneo. Né la curiositá degli autori Greci si fermó a quest'area ed alle coste di questo mare: essa si rivolse anche ai popoli piú lontani. Megastene ad esempio, uno scrittore greco di epoca ellenistica, descrisse addirittura cosa venisse servito agli Indiani di quei tempi e nel secondo libro della sua Storia dell'India raccontó come in quel lontano paese si ponesse accanto ad ognuno dei convitati una bassa tavola individuale con su un certo numero di salse di carne fortemente speziate ed una ciotola d'oro riempita di riso bollito. (ricerca - credo che ci sia anche qualche rappresentazione figurata: vedere di trovarla) Quindi anche nel III sec. a.C. l'alimentazione indiana si basava sul curry.
Non era soltanto Megastene peró a parlare di popoli lontani. Le notizie raccolte da Ateneo nei vari testi da lui esaminati riguardavano tutti i popoli esistenti all'epoca. Dalla Spagna giungevano fino all'India: parlavano dei banchetti dei Celti, dei Germani, dei Traci, degli antichi Siriani, dei Persiani, dei Parti, degli Egizi e davano pure notizie sui misteriosi e, per i Greci, scostumatissimi Etruschi. Retori e grammatici alessandrini si ridevano nei loro scritti dei Fenici mangiatori di pesce affumicato, citavano il cumino etiopico, lodavano le mele di Babilonia e, mentre commentavano sfavorevolmente l'immoralitá degli uomini veramente un pó troppo effeminati di tale cittá, esaltavano il lusso delle loro tavole. Insomma i banchetti, la cucina, gli orti, i campi, i mari, gli allevamenti e le conserve di tutto il mondo allora conosciuto furono esplorate e commentate dai Greci ed Ateneo, attraverso un'intelligente rilettura dei testi di ogni epoca, riuní queste notizie nella sua antologia creando un'opera piena di interesse e tuttora di facile e scorrevole lettura.